Casa di Comunità: il lavoro del Forum del III settore a Marina di Pisa

Il 16 Settembre si è tenuta l’assemblea degli enti di terzo settore aderenti e non all’avviso pubblico della USL nordovest area pisana per partecipare alle attività della Casa di Comunità di Marina di Pisa. Si è trattato di una riunione per continuare fattivamente la discussione promossa dal Forum del Terzo Settore di Pisa su le case di comunità ritenendole un elemento di forte innovazione per la sanità tutta ed in particolare per quella territoriale. L’incontro ha ben rappresentato l’avvio di una collaborazione dal basso che era stato pensato dal F.T.S. di Pisa come momento di riflessione per fare rete, in qualche caso per conoscersi, ma soprattutto per iniziare a lavorare insieme. Un esperimento che non solo è stato molto apprezzato, ma si è rivelato molto utile per i/le partecipanti.

Si è iniziato con l’introduzione del portavoce del forum Verter Tursi che ha
illustrato i motivi della riunione e sottolineato che “parlare di Case di Comunità significa parlare non soltanto di strutture sanitarie più o meno valide, ma significa parlare di una visione nuova del rapporto tra istituzioni, territori, enti di terzo settore e, ovviamente, persone.”

Subito dopo Paolo Malacarne, referente del settore socio sanitario del Forum, ha illustrato lo stato dell’arte della CdC di Marina di Pisa e la conseguente necessità di fare rete tra le associazioni, cooperative ed enti del territorio. A Marina ci sono già 6 medici che fanno ambulatorio, dopo le 20 c’è la guardia medica, c’è un PUA (punto unico di accesso) gestito da
amministrativi dell’USL, ci sono 3 assistenti sociali che rappresentano altrettante aree di intervento, un numero ancora limitato di specialisti, ma sono in aumento, il CUP aperto due volte la settimana, gli infermieri dal lunedì al sabato con due giorni dedicati ai prelievi, in definitiva una situazione sufficientemente organizzata.

Le associazioni, ben 15 quelle presenti alla riunione, hanno avuto modo di
evidenziare le loro motivazioni verso la CdC ed i progetti che le caratterizzano, ma soprattutto hanno accolto con estremo favore la proposta del Forum di ritrovarsi a breve per fare una sorta di bussola dei servizi che esse stesse potrebbero svolgere e/o già svolgono sul territorio. Si è così potuto avere un primo, anche se ancora molto parziale, quadro della situazione in essere. “La voglia di partecipazione è stata elemento caratterizzante ed originale di questa riunione che è andata ben oltre le nostre aspettative, ma soprattutto il bisogno di incontrarsi si è palesato da subito” così ci ha detto Paolo Malacarne.

Punti fondanti della riflessione comune sono stati la necessità di collaborare con la USL per elaborare un modello partecipativo non calato dall’alto, ma condiviso e quindi efficace, arrivare in tempi brevi ad una sorta di archivio delle associazioni cooperative ed enti presenti nei vari territori e di bussola dei progetti, attività e servizi che portano avanti, di promuovere formazione comune e soprattutto di collaborare allo studio di un piano di comunicazione che renda evidente a tutti e tutte cosa sono le CdC, come funzionano, cosa si può chiedere loro, quali vantaggi comportano e molto altro.

Visto il successo e gradimento dell’iniziativa c’è l’idea di replicare il modello sperimentato a Marina di Pisa anche nelle altre realtà dove insistono le CdC, ma soprattutto è stato deciso di riunire le associazioni presenti all’incontro e quelle che non avevano potuto partecipare, ma avevano aderito all’idea di lavoro insieme, in un appuntamento di formazione da fare a breve termine nella CdC di Marina di Pisa per rendere operativo il piano di lavoro già in parte delineato ed elaborato.

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