RICORDARE PER NON RIPETERE

Il Giorno della Memoria, è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. 

Il termine Olocausto, “Shoah” in ebraico, indica il genocidio compiuto dalla Germania Nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei e di tutte quelle persone ritenute “non gradite” per motivi politici o  razziali.

Le vittime dell’Olocausto tra il 1933 e il 1945 furono circa 15-17 milioni, tra cui 5-6 milioni di ebrei, uomini, donne e bambini.

Il “27 gennaio” è stato designato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua 42esima riunione planetaria. E il 24 gennaio 2005 fu indetta una sessione speciale durante la quale l’assemblea delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

Fu scelto il 27 gennaio come giorno per la commemorazione perché, esattamente quel giorno, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Prima dell’arrivo dell’Armata Rossa, le SS iniziarono ad evacuare il campo, circa 60.000 vennero fatti marciare ma circa 9.000 e 15.000 morirono durante il tragitto, uccisi dai nazisti perché non riuscivano a tenere i ritmi della marcia. 

Le SS lasciarono ad Auschwitz i malati e gli esausti, che avrebbero voluto annientare ma non ebbero il tempo per farlo.

Concentrano il poco tempo che restava loro bruciando più prove possibili, facendo esplodere intere strutture e forni crematori, tentando di  eliminare le loro tracce.

Al loro arrivo i sovietici trovarono circa 9.000 prigionieri, alcuni già deceduti e uno scenario angosciante. Le truppe dell’Armata Rossa quel giorno liberarono i superstiti, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti per la prima volta al mondo fu raccontato l’orrore del genocidio nazista. 

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò non solo i testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura utilizzati in quel lager nazista.

In Italia il giorno della memoria è stato istituito il 27 gennaio del 2000, cinque anni prima della risoluzione dell’assemblea delle Nazioni Unite.

 Gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»

Il 1° Novembre del 2005 l’Onu ha ufficializzato il 27 gennaio come giornata mondiale della commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, cercando di insegnare alle generazioni future il significato della Shoah. 

“Giorno della memoria” perché è importante ricordare?

È importante ricordare e tramandare alle nuove generazioni il significato della Shoah, senza dare per scontato altri genocidi ma riconoscendo pubblicamente e collettivamente un fatto grave di cui la nostra Europa è stata protagonista e con cui l’Italia ha collaborato. 

Cercando di ricordare per non dimenticare, perché riguarda l’intera umanità. Cercando di sapere, informarsi e capire affinché tali atrocità non vengano più ripetute.

Come scrisse Primo Levi : “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

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