GIOCO, MI MUOVO E MANGIO SANO

Fare movimento e sport aiuta a vivere più a lungo ed in buona salute, ovviamente a parità di situazione e vissuto. Questo il pensiero di fondo di Pisa Città che Cammina, un progetto, come già spiegato in questo giornale, che vuole combattere il fenomeno dell’obesità.

“Muoversi nel quotidiano è elemento fondante per raggiungere gli obiettivi legati ad uno stile di vita attivo: salire le scale, camminare a passo veloce, andare in bicicletta sono attività molto importanti per raggiungere gli obiettivi di salute previsti dall’OMS.” ci ha spiegato Verter Tursi, responsabile del progetto.

Come è possibile cambiare un territorio perché questo avvenga?

“Creare le condizioni perché questo sia possibile è compito dei decisori pubblici: piste ciclabili, luoghi camminabili, piazze vivibili e per l’incontro, aree verdi, trasporto pubblico efficiente non possono mancare dall’agenda delle amministrazioni pubbliche. I medici ed i pediatri da sempre riferimenti per tutti possono indurre comportamenti positivi in questa direzione semplicemente indirizzando alla prevenzione piuttosto che alla cura, al movimento e alla buona alimentazione piuttosto che al farmaco, ovviamente sempre che ciò sia possibile. Molto possono e devono fare le associazioni soprattutto relativamente alla promozione delle attività, all’informazione e alla comunicazione sull’importanza delle stesse per la vita di tutti noi, ma soprattutto riguardo alla costruzione di una comunità solidale ed educante anche nei confronti di chi ha meno possibilità.”

Pisa città che cammina lavora spesso con le istituzioni in questa direzione?

“Il nostro progetto fa di questa complessità e multi-settorialità un modello di lavoro, che speriamo sia in grado di dare ad ognuno la possibilità di entrare nel merito del proprio ruolo su questi argomenti e di poter meglio proporsi in un progetto di rete così ampio ed articolato come quello relativo alla creazione di una comunità educante soprattutto riguardo alle scelte che fanno riferimento alla salvaguardia della nostra salute.” 

Ruolo fondamentale l’ha avuto UISP, in che modo contribuisce a questo progetto?

“Primo obbiettivo di UISP, al momento della partenza del progetto, è stato quello di valorizzare l’attività motoria nelle scuole d’infanzia e primarie attraverso l’affiancamento degli insegnanti curriculari con quelli di scienze motorie. Così nella nostra città si è realizzata una sorta di mini riforma silenziosa che vede la gestione di un’ora settimanale di attività motoria per l’intero anno scolastico gestita direttamente da insegnanti di scienze motorie in compresenza delle maestre.” 

Quanto è importante partire proprio dai più piccoli per educare al movimento e al mangiar sano?

“Per noi è davvero fondamentale che i più piccoli apprendano l’importanza di uno stile di vita sano; le istituzioni scolastiche possono fare molto per educare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a stili di vita ispirati al prendersi cura di sé, del proprio corpo, degli altri, dell’ambiente che ci circonda, piuttosto che alla necessità di curarsi, etc. Gioco, mi muovo e mangio sano è lo slogan legato alle attività che si sono svolte in tutti gli istituti comprensivi della città con il coinvolgimento di tutte le classi di tutte le scuole per la primaria e di 21 scuole e relative sezioni per l’infanzia con il coinvolgimento di circa 4.500 bambini, 60 esperti tra insegnanti di scienze motorie, medici, nutrizionisti.”

Avete fatto una valutazione del lavoro svolto fino ad ora con le scuole? 

“Certamente, l’ora di compresenza ha rappresentato la base e la spinta attraverso cui si sono organizzate gite in bici scuola-parco naturale, scuola-città, trasporto a piedi dei gruppi classe nel tragitto casa-scuola, feste in strada per tornare a vivere anche la strada come luogo non esclusivamente appaltato alle auto. 

Per rispondere più concretamente alla domanda, abbiamo raggiunto 2 obiettivi: l’aumento della motivazione dei bambini verso stili di vita attivi, accresciute competenze degli insegnanti della scuola su questo versante troppo spesso sottovalutato nella sua portata educativa a 360 gradi.”

Il rapporto dei genitori con queste iniziative è stato positivo?

“Le attività che abbiamo proposto hanno rinforzato la motivazione delle famiglie verso una possibile autonomia   dei loro figli, una loro consapevolizzazione sui temi della mobilità scolastica, un forte rinforzo delle competenze su buona alimentazione e molto altro.”

Non sono obbiettivi di poco conto, ma alla UISP ci dicono che molto c’è ancora da fare. 

Il progetto insiste particolarmente sull’informazione e la divulgazioni di stili di vita attivi per questo potete ascoltare le parole dei suoi protagonisti ogni lunedì su Granducato TV intorno alle 20.00.

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