IL 2018 DI PISA CITTA’ CHE CAMMINA:

Tantissime le attività promosse ed organizzate all’interno di questo importantissimo contenitore: attività di tipo trasversale, multisettoriali e rivolte a tutte le fasce di età con particolare riferimento ad anziani e giovanissimi, questo il valore aggiunto di un progetto pensato da un importantissima personalità scientifica della nostra città come il Prof. Aldo Pinchera, il cui ricordo è vivo in tutti coloro che si dedicano con passione a questo progetto ormai da diversi anni.

Obbiettivo principale del progetto era e rimane il contrasto a quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera una vera e propria epidemia: l’obesità. Due i determinanti di salute su cui si è deciso di lavorare fin da subito, movimento e buona alimentazione, e lo si è fatto in modo deciso ed originale: favorendo da un lato la promozione e diffusione di buone pratiche e dall’altro impegnando l’ amministrazione pubblica in azioni di trasformazione della città capaci di indurre e facilitare quelle stesse buone pratiche nei cittadini e cittadine.

Si è, in sintesi, lavorato a tutto tondo verso una città capace di produrre salute per i propri abitanti. Così si è favorito lo sviluppo delle piste ciclabili, degli spazi camminabili, pensiamo al tragitto stazione piazza dei miracoli o al camminamento in quota sulle antiche mura di Pisa,  si sono riscoperte e rilanciate pratiche antiche come l’andare a scuola a piedi, costruendo percorsi in sicurezza con l’aiuto degli stessi bambini, si sono attivate nei diversi quartieri aree fitness all’aria aperta utilizzabili liberamente e per proprio conto, si sono costruite aree gioco in linea con le nuove prospettive e conoscenze sull’educazione motoria, vedi l’area dei salti a Porta a Lucca. In definitiva si è guardato alla città nell’ottica di un suo pieno recupero come spazio dei cittadini, delle loro relazioni, delle loro attività. Del resto i dati mostrano in maniera consistente una relazione inversa, con una riduzione di circa il 30% nella mortalità per tutte le cause, negli individui attivi, sia uomini sia donne, rispetto agli individui meno attivi. Tale relazione si mantiene anche nei soggetti oltre i 65 anni ed è simile per le diverse etnie.

Molte le originalità del progetto che stanno facendo breccia un po’ ovunque: prima tra tutte l’attività motoria nella scuola primaria e nelle scuole d’infanzia oggi sotto esame del ministero della pubblica istruzione per una sua promozione attraverso gli insegnanti di scienze motorie, cosa che a Pisa si fa ormai da oltre cinque anni in tutte le classi, di tutte le scuole elementari, di ogni istituto comprensivo. Per non parlare dell’esperienza lanciata proprio quest’anno come naturale prosecuzione ed ampliamento dei gruppi di cammino e delle passeggiate della salute, che pure hanno avuto e continuano ad avere grande successo, chiamata Passeggiando per Pisa che ha visto in pista tantissimi anziani impegnati anche in giornate freddissime a camminare per la città in guadagno salute, ma anche a conoscere luoghi e fatti della stessa anche a loro molto poco conosciuti. Così si è potuto guardare con altri occhi anche al trasporto pubblico e ad una mobilità sostenibile fatta di misure concrete come un bike sharing che è, per uso in rapporto agli abitanti, nelle prime posizioni nazionali, ma anche al progetto Mobilitando Pisa che mira a produrre ulteriori buone pratiche relative alla mobilità cittadina con nuove pratiche ed incentivi mirati.

Importantissimo il rapporto con l’Università: la nostra è una eccellenza nazionale in termini di qualità e quantità dei corsi di laurea e questo, grazie ad una intuizione sempre del Prof. Aldo Pinchera, si è rivelato  un valore aggiunto insostituibile per il progetto. Ingengneria, medicina, scienze motorie e molti altri corsi di laurea hanno aderito a Pisa città che cammina e collaborato attivamente con i propri docenti e studenti affinchè il progetto stesso fosse non soltanto banco di prova per nuove idee, ma anche luogo di rapporto diretto tra studio e territorio in un dialogo di grande interesse non soltanto teorico, ma anche e soprattutto pratico.

Grande importanza ha avuto il rapporto con l’AOUP ed in particolare con il Centro Obesi che ha sempre sostenuto le azioni del progetto sia su di un terreno direttamente collegato con la loro azione sia promuovendo azioni di promozione di buone pratiche scolastiche e territoriali.

Insomma un 2018 davvero importante per questo progetto che seguiremo sempre di più e meglio per tutto il 2019. Intanto approfittiamo di questa importante vetrina per invitare tutti, specialmente dopo gli eccessi che sicuramente ognuno di noi ha vissuto in termini alimentari in questa fine anno,  a muoversi sempre di più  e ad andare a trovare gli amici dell’UISP in viale bonaini 4 per saperne di più sul progetto e sulle sue attività.

La nostra redazione, in linea con quanto esposto, augurando atutti i lettori un buon 2019 a tutti vi invita a mangiare bene ed a muovervi di più. 

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