ALLA RICERCA DI EQUILIBRI

Passato e presente, malinconia e voglia di ricominciare nel nuovo singolo de “L’ultimo dei miei cari”

Funamboli sospesi sul filo dell’amore.
Questo è l’uomo.
E se quel filo dovesse recidersi repentinamente? Cosa succederebbe?
Il rischio di precipitare al suolo è alto, ma bisogna osare, si deve avere il coraggio di correre il rischio. E non importa l’età, il sesso, il colore o l’estrazione sociale, l’amore non ha certo occhi per questo. Ti sceglie e ti trascina con sé e qualunque sarà poi il destino che ti riserva ne sarà valsa la pena.
Anche quando, finita una storia, le strade si dividono, i contatti si annullano e quel che resta è solo il retrogusto amaro e il rumore prodotto dalle parole della musica che risuona in un paio di cuffie…o, altre volte, più spesso, il “rumore del silenzio” che è senza dubbio il più fragoroso dei rumori.
Questo e tante altre illogiche alchimie si intrecciano nell’ultimo singolo de L’ultimo dei miei cari, “Lily Evans”, fuori dalla mezzanotte del 18 dicembre.
Scritta e cantata da Giuseppe Cammarota, arrangiata da Giuseppe Cammarota, Francesco Meleca, Alessandro Babbone ed Emanuele Perri e prodotta da Francesco Meleca per Amazzonia Dischi, il singolo costituisce il terzo prodotto del lavoro di queste estrose giovani menti che regalano nuova musica ai loro fan e continuano a percorrere il sentiero dell’indie-pop intrapreso lo scorso 14 febbraio con “Lacrime di sale” e riconfermato a luglio con “Espresso”.
Un’unica costante, un unico filo che lega tutto: l’amore. Un amore malinconico, sofferto, passato, con tutti i ricordi che affiorano alla fine di ogni storia, quando nostalgia e malinconia prendono il sopravvento. L’artista, dunque, è fagocitato da un senso di malinconia costante e il pezzo emana alla perfezione questo sound nostalgico, accentuato e rinvigorito dalla presenza decisa di bassi forti.
A rimarcare il pensiero costante di questo amore ormai perduto il ritornello, dolcemente triste, a tratti addirittura straziante. L’apice della sofferenza è raggiunto nella parte finale della traccia, dove l’uditore è immerso in un clima risonante, quasi chiassoso, ma che ha l’effetto di infondere un sentore di silente quiete, proprio come l’effetto di un megafono.
Nonostante l’atmosfera malinconica e nostalgica, la maestria del giovane cantautore indie si svela nella semplicità del testo e del ritornello, che riesce a coinvolgerti e a non lasciarti più indifferente.
Si insinua nella mente e non ne esce più, rimane forte e stabile: è questo, senza dubbio, la chiave vincente nella loro scalata verso il successo.
È facile, d’altro canto, intuire perché, dopo aver ascoltato musica e testo, ci si cala automaticamente nei panni e la canzone diventa un po’ più “nostra”: è la storia di tutti, un vissuto semplice e vero, una quotidianità prorompente, un meccanismo ancestrale che ha ancora il potere di condurci come marionette e muoverci a suo piacimento.
«Un mix tra nostalgia e voglia di migliorarsi, tra mancanze ed equilibri necessari, questo è il messaggio principale del testo della nuova canzone. Ho parlato in prima persona di un’esperienza che ho vissuto, un’esperienza forte» – afferma uno dei pilastri di questo progetto, Giuseppe Cammarota.
Un prodotto che punta all’eccellenza, un lavoro rifinito anche nelle più piccole minuzie, una produzione che non lascia nulla al caso, dove ogni tassello ha un suo perché, una tela fittissima e ricca, intrisa di sottili giochi allusivi. Non è stato un caso, infatti, che questo ultimo singolo sia uscito proprio a dicembre, periodo magico e nostalgico al tempo stesso, tempo di bilanci interiori, momento in cui si deve chiudere un ciclo per essere pronti ad accoglierne e affrontarne uno nuovo, mese che dà il benvenuto all’inverno, la stagione più fredda che con il suo cupo grigiore ti induce a pensare e riflettere. Così come non affatto dettato dal caso o dall’euforia di un momento è il titolo: “Lily Evans”. Lily Evans è un personaggio della famosa saga Harry Potter, madre di Harry, che in gioventù aveva tradito la fiducia, le aspettative e l’amore mai esplicitamente palesato dell’amico e compagno di studi Severus Piton per scegliere e poi sposare James Potter. Un amore che non ha trovato il suo terreno fertile per sbocciare, un ricordo del passato al quale ci si affaccia sempre con quella punta dolente di malinconica nostalgia, ma mai rancore. Esattamente come la storia raccontata in questo nuovo avvolgente, toccante e promettente singolo.
La stoffa per la notorietà – sulla scorta dei due lavori precedenti con i quali si sono superati i 20.000 ascolti per “Lacrime di sale” e addirittura i 30.000 con “Espresso”, numeri lusinghieri per un artista che non gode dell’appoggio di grandi etichette discografiche alle spalle – è stata sapientemente tessuta. Ora non resta che aspettare per poter usufruire e gioire dei frutti di un duro ed eccellente lavoro.
Il regalo per questo insolito Natale è stato consegnato al pubblico con qualche giorno di anticipo.
Non resta, dunque, che rendere il dono ascoltando e riascoltando il nuovo singolo per permettere alla magia delle emozioni di accarezzarci e coccolarci.

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