Come un fiore nel deserto

Grandi speranze e tanti sorrisi regalati grazie al progetto “Il sorriso di Marianeve”

La terra che ti manca improvvisamente sotto i piedi. L’ossigeno che ti tiene in vita che viene meno.
Il frastuono del tuo stesso cuore che va irrimediabilmente in frantumi.
Un’apocalisse.
Solo queste immagini, forse, possono rendere bene ciò che può provare un genitore nel momento in cui si trova a fare i conti con la perdita del proprio figlio.
Proprio lui, sangue del suo sangue, il suo fiato, il suo respiro.
Che fare allora?
Avvilupparsi nel proprio dolore e lasciare che ci consumi piano piano, pezzettino dopo pezzettino: questa sembra l’unica via percorribile. Eppure un’alternativa c’è. Esiste sempre un’altra scelta per tutti, spetta a noi la decisione.
Ci si può crogiolare nel brodo della sofferenza o permettere ad un nuovo seme, ad un nuovo fiore di sbocciare nell’aridità che si è fatta strada nel nostro cuore.
Elisa Cacelli e il marito, in quel terribile 2016 che li ha strappato via la loro piccola Marianeve, hanno scelto proprio questa seconda opzione: è con una straordinaria forza d’animo e un immenso cuore che hanno dato vita al progetto “Il sorriso di Marianeve”.
Nato nel dicembre del 2016 e facente parte del GMA onlus – Gruppo Missioni Africa, il progetto è pensato con lo scopo di costruire scuole dell’infanzia in ricordo di Marianeve in Etiopia. Qui, infatti, i bambini non possono frequentare la scuola elementare, e avere dunque diritto ad un’istruzione, se non hanno prima frequentato il fidel, ovvero l’ultimo anno della scuola materna.
Per finanziare la costruzione delle scuole, tuttavia, era necessaria una materia prima non indifferente: il denaro. È per questo che con un pizzico di fantasia e tanta inventiva si è dato vita alla collana “A Marianeve”, all’interno della quale sono stati pubblicati ormai quattro libri.
Proprio nonna Lela – Daniela Marrazzini, maestra elementare, che con l’avvicinarsi del Natale non mancava mai di regalare una fiaba frutto della sua estrosa fantasia alla figlia Elisa prima, e ai nipotini Michele, Marianeve e Roland poi – ha ripreso in mano la sua penna e ha immaginato ambienti da sogno e personaggi divertenti che hanno generato i libri “A Marianeve. Fiabe, sorrisi, lupi e principesse” (2017), “Il Natale di Dick” (2018), “Il Mago Caramello e altri racconti” (2019) che ha addirittura raggiunto le 15.000 copie vendute e l’ultima novità “La Befana spaziale e altri racconti”. Presentato alle ore 12 di mercoledì 16 dicembre 2020 in modalità online, il libro è stato poi distribuito con la Nazione il sabato successivo, 19 dicembre, e dal giorno successivo è stato possibile acquistarlo su tutti gli store digitali e trovarlo in tutte le librerie.
Proprio grazie al supporto de La Nazione, di Pacini editore e di molti altri sponsor e con la collaborazione di medici, esperti e professionisti, i libri sono stati pubblicati anche in versione braille, in audiolibro e video in LIS – Lingua dei segni italiana e in CAA – Comunicazione aumentativa alternativa. Grazie alla collaborazione dell’Istituto Esedra di Lucca, il libro di fiabe di Marianeve è stato tradotto anche in inglese ed alcune copie sono state inviate nelle biblioteche scolastiche etiopi.
Tutto questo ha permesso che la costruzione di due scuole, a Wasserà e a Bitena, fosse completata consentendo così l’accesso alla scuola dell’infanzia a circa 700 bambini e sono stati avviati i lavori per edificarne una terza a Mayo Koyo.
«Grazie al preziosissimo aiuto del Circolo LaAV – Letture ad Alta Voce di Pisa e dell’Associazione culturale Il Gabbiano, di cui Daniela Bertini è la direttrice artistica e presidente, le fiabe di Marianeve sono state lette in più di 35 scuole (nidi e scuole dell’infanzia, elementari, superiori di primo e di secondo grado, con il coinvolgimento degli studenti dell’Università di Pisa dei corsi di pedagogia) in provincia di Pisa, Livorno e Lucca e fuori regione in Liguria e Calabria» – ha raccontato Elisa Cacelli, madre della piccola Marianeve e promotrice del progetto.
Proprio nelle scuole di ogni ordine e grado il progetto ha trovato un valido alleato, per le quali sono stati ideati e realizzati concorsi e progetti come quello “Fiabe e cani”. «A partire dalla primavera del 2019», infatti, «la lettura de “Il Natale di Dick” è entrata a far parte di un progetto di inclusività in stretta sinergia con i cani degli operatori cinofili della Croce Rossa Italiana di Pisa» – ha proseguito la Cacelli.
Con la consapevolezza che l’«estremo unico fior» della loro «inutil vita» – così come cantava Carducci dopo la morte del figlioletto Dante – era sepolto ormai nella «terra fredda e negra» e che nessuna nuova alba avrebbe potuto rallegrare o risvegliare le sue giornate e il suo umore ma ancora più convinti che niente e nessuno avrebbe potuto spegnere il suo sorriso, si sono prodigati e reinventati per fare in modo che proprio il sorriso della loro piccola continuasse a risplendere e illuminare tanti nuovi volti.
Grande altruismo e tanto amore, difficile da contenere e esprimere nel miglior modo possibile in poche parole, ma enormi atti di generosità e tenerezza che certamente rendono la piccola Marianeve tanto orgogliosa della sua mamma, del suo papà, della sua nonna e di tutta la sua comunità e dal cielo continua a sorridere loro, lieta e beata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *