IL VANTAGGIO DI AVERE IL POSTO ACCANTO AL FINESTRINO

Ho scattato questa foto durante il volo che mi portava in Grecia per trascorrere le vacanze.

Volare ti impone di vedere le cose da un’altra prospettiva. 

Tutto quello che sulla terra ti sembra enorme, diventa dopo pochi minuti piccolissimo e sfocato. 

I colori si fondono l’un con l’altro fino a non distinguerli più. I confini si dissolvono. 

La vista del mondo dall’oblo’ ci permette di adottare un punto di vista inclusivo.

Dal cielo non si notano le differenze e i pregiudizi contro cui ci scontriamo ogni giorno e che ci fanno distinguere le persone: in base al fisico, all’età, alla disabilità, alla preferenza sessuale, alla razza, alla lingua, allo sport preferito.

Dopo gli ultimi fatti a cui ho assistito per l’ennesima volta da spettatore leggendo giornali e guardando le solite trasmissioni televisive, vi propongo l’esperienza vissuta da una persona dopo l’11 settembre.

“A New York, anche nel quartiere elegante in cui lavoro, ci sono lungo la strada bancarelle autorizzate. Ogni giorno compravo un frutto al banco sotto il mio ufficio. Questo gesto quotidiano mi ha fatto entrare in confidenza con un uomo, che trovavo già al lavoro di prima mattina e lasciavo dietro al banco di frutta e verdura fino a tarda notte. Parlandoci, mi aveva spiegato che aveva due figli piccoli e voleva garantire loro un futuro. Una mattina, simpaticamente, mi riferì che non lo avrei più trovato per qualche mese perché sarebbe tornato a casa, in Afghanistan.

Al suono di quella parola, Afghanistan, feci un balzo all’indietro e sgranai gli occhi. Anche se parlava con un accento marcato e aveva la carnagione olivastra, Aamir si era sempre dimostrato gentile e amichevole. Guardando il suo sorriso e intuendo la sua impazienza di rivedere la moglie e i figli, compresi che era una persona come un’altra, cui era toccato in sorte nascere in un posto pericoloso. Di colpo mi venne la voglia di abbracciarlo e di augurare ad Aamir e alla sua famiglia salute e felicità”.

 

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