IN CORPORE SANO

“Non diamogliela vinta!”, il grido lanciato quest’anno nella lotta sempre più ardua all’Obesità

Sabato, 10 Ottobre 2020. Covid-19 e Obesità.
Un’associazione casuale e priva di logica, forse.
Eppure, proprio lo stretto rapporto di interdipendenza che si è venuto a creare tra essi è stato uno dei motori che ha animato la discussione che ha visto impegnati, in un Live Webinair, esperti di Dietetica e Nutrizione Clinica. Dal dibattito, infatti, è emerso proprio che i due fattori sono strettamente connessi: la qualità della vita dei pazienti obesi, infatti, a seguito delle restrizioni del lockdown, si è notevolmente abbassata. Non a caso, infatti, lo slogan di queta edizione – la ventesima ormai – è stato “Non diamogliela vinta!”.
L’incontro rientra tra le iniziative promosse dall’ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – per la campagna OBESITY DAY, una giornata dedicata ogni anno alla sensibilizzazione della popolazione sull’obesità.
386 accessi registrati. Questo, invece, l’impatto che l’evento, seppur ampiamente rimodulato, ha avuto sulla popolazione.
Proprio questo mese appena trascorso sembra essere stato il prescelto, a livello mondiale, per le varie campagne divulgative riguardo tematiche rilevanti per il benessere psico-fisico dell’individuo.
L’11 Ottobre, infatti, si è celebrata la Giornata Mondiale contro l’Obesità e il 16, invece, la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Una connessa all’altra, una dipendente dall’altra.
È ormai noto, a tal proposito, che una sana e corretta alimentazione, affiancata da una “dose” giornaliera di attività motoria – quel binomio che ormai si è soliti chiamare come stile di vita attivo –, rappresenta senza dubbio il trampolino di lancio per un’efficace resistenza all’obesità.
E in questo la nostra città, Pisa, sta facendo, ormai da anni, scuola in tutta Europa.
Il 15 maggio 2019, infatti, Pisa è stata fra le città europee premiate dall’EASO (The European Association for the Study of Obesity) per l’impegno e lo zelo mostrati in favore della promozione degli stili di vita attivi. È dal 2012, grazie a Pisa città che cammina – progetto nato da un’idea del prof. Aldo Pinchera, endocrinologo di fama mondiale –, che la città milita attivamente e instancabilmente su questo fronte. E proprio come «miglior progetto europeo per il coinvolgimento dei territori» è stato motivato il riconoscimento che il 15 maggio dello scorso anno è stato consegnato a Bruxelles nelle mani del coordinatore del progetto, Verter Tursi.
Un traguardo degno di menzione per un impegno encomiabile.
Risultato che, tuttavia, non ha di certo arrestato l’intraprendenza e la voglia di fare ancora di più dei fautori e dei partners del progetto.
«L’obesità è una condizione complessa, solo di recente definita come una vera malattia. Le sue dimensioni e le sue conseguenze nella società in termini di morbilità e mortalità richiedono investimenti incisivi nella prevenzione a partire dalle istituzioni di governo, società scientifiche, industria. Ecco il perché di Pisa città che cammina, dei suoi contenuti e delle sue proposte: perché deve essere promosso, supportato e stimolato un cambiamento nello stile di vita e nelle abitudini alimentari, a partire dall’infanzia, tale che coinvolga le famiglie e l’intera comunità, perché è
importante implementare strategie di educazione che migliorino la consapevolezza e la conoscenza del proprio corpo allo scopo di migliorare la propria salute, assicurare la multidisciplinarietà delle competenze per l’assistenza del paziente obeso, monitorare le complicanze che possono derivare dall’obesità e soprattutto integrare assistenza, ricerca ed educazione» – si leva così, dall’Università di Pisa e dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, la voce di Giovanna Scartabelli e Ferruccio Santini.
Promozione, educazione, prevenzione. Ma più di tutto informazione. Questo il nostro compito: informare e divulgare per rendere consapevoli, per assicurare conoscenza, per contribuire al miglioramento della salute di tutti.

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