KIM JONG-UN OLTRE AI MISSILI

Quando sentiamo in televisione o compare su internet il nome Kim Jong-un la prima immagine che appare nella nostra mente è di quell’uomo Nord Coreano che rappresenta la guida suprema della Repubblica Popolare Democratica di Corea, il terzo genito di Kim Jong-il.
La forma di governo che guida Kim Jong-un è quella di uno stato totalitario socialista, basato sui principi dello Juche (socialismo e patriottismo) e Songun (prima l’esercito).
Vi sono poche informazioni riguardanti la sua vita prima di rappresentare la Corea del Nord. Quello che però è molto evidente è la sua assidua frequentazione del mondo Occidentale.
Sembra abbia portato a termine l’educazione primaria e secondaria di primo e secondo grado in Svizzera e infine abbia concluso i suoi studi presso l’Università di Lione in Francia.
Durante la sua ascesa al potere dal 2012 Kim Jong-un continua a mantenere la popolazione in condizioni di ignoranza, intimandola a non ascoltare trasmissioni radiofoniche internazionali con conseguenza per i trasgressori: deportazione nei campi di concentramento.
Decine di migliaia di persone sono riuscite ad abbandonare il paese e molti vivono in Corea del Sud, ma scappare non è semplice. Ai confini sono state costruite barriere e i controlli sono stati intensificati. Dal 2016 è stato potenziato inoltre il monitoraggio delle conversazioni telefoniche in tutta la nazione.
Se qualcuno viene scoperto a fuggire, il resto della famiglia viene sottoposto a una sorveglianza “speciale”. 
I canali tv trasmessi sono solo cinque e ventotto sono i siti web disponibili. È illegale guardare film che non siano nord coreani, per non mostrare come si stia evolvendo il resto del mondo ed evitare così una possibile ribellione popolare.
Le persone scoperte a guardare o utilizzare materiale occidentale vengono uccise attraverso esecuzioni pubbliche.
L’élite rappresenta solo l’1% della popolazione e proviene da famiglie che svolgono cariche all’interno del governo e vivono nel quartiere Pyonghattan che ricorda Manhattan. 
Coloro che appartengono all’élite possono ascoltare musica occidentale, viaggiare tra la Corea e la Cina, cosa non concessa alle altre famiglie, e possono frequentare le scuole cinesi.
Possono inoltre guidare macchine di lusso e fare shopping in negozi di marchi famosi in tutto il mondo.
Il cibo per la popolazione scarseggia ma non per quell’1% che può permettersi di andare a cena al ristorante.
In Nord Corea la vita per gli uomini è davvero difficile, per le donne è ai limiti dell’impossibile.
Le donne sono obbligate a sposarsi attraverso un matrimonio combinato con uomini che svolgono un servizio all’interno della nazione.
Una donna riuscita a fuggire racconta di essere stata promessa sposa di un tecnico nucleare che è stato “premiato” per il suo lavoro svolto all’interno del paese.
L’esercito è uno dei punti fondamentali dello stato totalitario Nord Coreano e
500.000 donne ne fanno parte.
Il servizio militare è obbligatorio sia per gli uomini che per le donne per almeno sette anni.
Alle donne viene imposto di marciare per il pubblico e vengono trattate brutalmente. È molto frequente che subiscano anche violenze sessuali e che siano malnutrite e a molte, a causa della malnutrizione, si blocca il ciclo mestruale. La stragrande maggioranza della popolazione femminile lavora in fabbrica e spesso non è retribuita.
Solo migliorando l’aspetto estetico, attraverso la chirurgia plastica, possono ambire a un futuro migliore.
Nelle dittature l’informazione viene manipolata per evitare che il popolo conosca altre realtà e di conseguenza possa aspirare a una condizione di vita migliore.
Al momento però chi vive l’oppressione in Corea del Nord sceglie di scappare piuttosto che opporsi al regime.

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