MODIGLIANI, L’ARTE AL DI LA’ DEL TEMPO

Milioni e milioni di euro il valore delle sue opere. 

Un artista livornese dalla vita intensa e controversa, una vita che fin dai primi anni lo vede combattere con svariati problemi di salute.

Forse la consapevolezza della propria vulnerabilità, ha fatto nascere precocemente in Amedeo Modigliani una capacità di reagire con forza alle avversità della vita, canalizzando così in modo creativo ogni energia. 

Nato a Livorno il 12 luglio 1884 in una palazzina del centro, ubicata in via Roma, Dedo, così chiamato in famiglia e dagli amici, durante un periodo di malattia chiese alla madre il permesso di avvicinarsi alla pittura usufruendo di qualche corso per migliorare la propria attitudine. È così che incomincia in giovane età a frequentare lo studio di Guglielmo Micheli, allievo di Giovanni Fattori, in cui viene influenzato dal movimento dei macchiaioli.

Arrivato alla maggiore età, Modigliani aveva ormai chiaro in testa il percorso di vita da seguire per continuare a sviluppare la propria vena artistica, e così da Livorno si trasferisce a Firenze e successivamente a Venezia per studiare all’Accademia di Belle Arti.

Nel 1906 sente l’esigenza di trasferirsi a Parigi per confrontarsi e trovare nuovi stimoli creativi in una città che in quel periodo ospitava una moltitudine di artisti di varie nazionalità. 

È proprio durante il soggiorno francese che riesce ad affermarsi anche come scultore, attività che deve lasciare anzitempo a causa delle polveri prodotte dalla lavorazione della pietra che peggioravano lo stato di salute dell’artista.

Modì, soprannome che risale agli anni trascorsi in Francia, nelle sue opere privilegiava soggetti di figure femminili raffigurando volti allungati o figure di nudo. 

Sempre per motivi di salute, nel 1913, deve interrompere per alcuni mesi l’esperienza parigina per tornare a Livorno a curarsi. 

Una volta di ritorno a Parigi conosce Beatrice Hastings con la quale intraprende una relazione sentimentale. 

La donna diventa la musa ispiratrice di molte opere e la relazione si interrompe due anni dopo.

All’inizio del 1918 Modì lascia nuovamente Parigi e si dirige con la nuova compagna Jeanne Hèbuterne a Nizza, con la speranza che l’aria di mare possa alleviare i problemi di salute.

In quell’anno, sempre in Costa Azzurra, nasce la figlia di Modigliani alla quale viene dato il nome della madre.

In quel periodo ritrae la compagna in numerosi dipinti.

Malato, torna a Parigi nel maggio del 1919 per continuare a promuovere il proprio lavoro, ma il 24 gennaio del 1920 muore all’Hôpital de la Charité.

Dopo poche ore dalla morte del compagno, Jeanne Hèbuterne, al nono mese di gravidanza, si trovava nella casa dei genitori che l’avevano ospitata consapevoli del momento drammatico che la figlia stava vivendo. Per Jeanne la vita ormai aveva perso ogni significato e quella finestra al quinto piano si era trasformata in una tela priva di colori, un’oscurità che la risucchiò nell’ultimo drammatico volo che fece calare il sipario sulla sua giovane vita.

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