Più X meno = meno

Il valore di tutte le piccole cose raccontate dalla suggestiva musica dei QUADROSONAR

Quanta risonanza può avere il peso della solitudine?
Ce lo siamo chiesti un po’ tutti, almeno una volta nella vita.
E l’antidoto per combatterla e non farsi sopraffare, qual è? Esiste, è stato scoperto?
Probabilmente. Ma la risposta, questa volta, la troviamo tra le pagine di un semplice manuale di Algebra. Si scorre l’indice, regole dei segni: ecco, trovato. Stando alle regole algebriche, infatti, più per più fa più, meno per meno fa più, meno per più fa meno e più per meno fa meno.
Più × meno = meno.
Più empatia e compagnia moltiplicata per meno isolamento e chiusura danno come risultato meno solitudine. Potrebbe essere, a pensarci bene, una regola valida per la vita non solo per i segni.
Lo hanno intuito, interiorizzato ed espresso bene nei loro brani i Quadrosonar, un gruppo musicale pop rock italiano formatosi proprio a Pisa nel 2016 per volontà del cantante, tastierista e compositore Francesco Thomas Ferretti e del batterista Salva La Bella. Già fondatori di un gruppo rock elettronico – “The Blacklies” che prediligeva l’inglese come lingua nel cantato – hanno poi sentito il bisogno di dare vita ad una nuova realtà che utilizzasse l’italiano come linguaggio comunicativo e che trattasse tematiche più legate all’attualità. È stato così che, sul loro cammino, hanno incrociato il chitarrista Matteo Quiriconi e il bassista Alessio Landi, insieme ai quali hanno iniziato «a provare, a suonare, a fare dei concerti, fino a che non abbiamo fatto il primo disco nel 2018 che si chiama Fuga sul pianeta rosso» – racconta il cantante Francesco Ferretti.
L’album è andato piuttosto bene ed è stato ampiamente apprezzato non solo dal pubblico ma anche dalla critica, portando addirittura il music magazine “Distopic” a definirlo come «uno dei migliori esordi del 2018 in ambito indipendente». Questo ha motivato i Quadrosonar a proseguire il loro cammino e li ha portati a tastare e sviscerare la loro «sensibilità riconducibile alla musica per film dove il graffio rock va a fondersi con le eteree armonizzazioni del mondo cinematografico».
Quest’attitudine porta il gruppo a creare un’intesa con il compositore Vladimiro D’Angella – già autore di musiche per cinema e televisione – il quale, oltre ad occuparsi delle orchestrazioni e degli arrangiamenti, produce il loro secondo lavoro che uscirà all’inizio del 2021, il concept album La composizione dell’aria.
Mixato dallo stesso Vladimiro D’Angella presso la Blue Room House di Pisa e masterizzato da Maurizio Biancani – il quale è stato produttore di Vasco Rossi e ha curato, tra gli altri, i master di Zucchero e Lucio Dalla – presso il prestigioso studio della Fonoprint di Bologna, l’album si prepone l’obiettivo di rivelare in dieci tracce «l’aria in tutte le sue forme: aria come bisogno di vita, aria a livello metaforico, aria come l’ora d’aria di un carcerato, quindi come necessità di una fuga, un allontanamento dalla realtà difficile, o come agente esterno. Ogni canzone dell’album, dunque, avrà questo unico filo conduttore, l’aria appunto, visto, però, da più sfaccettature» – prosegue poi Ferretti.
Tutto per un unico motivo, un semplice tentativo: «mostrare come un principio così invisibile sia in realtà necessario per la sopravvivenza fisica e metafisica di ogni essere vivente».
Scorrendo i brani dell’album in riproduzione, poi, si potranno incontrare gli ospiti con i quali i Quadrosonar hanno collaborato in questo ultimo loro lavoro: il trombettista Mattia Salvadori e la voce di Paola Bivona nel brano “Anche se”.
Estratto dall’album è il singolo “Siamo meno soli in due”, ora presente su tutte le piattaforme digitali e accompagnato dal videoclip musicale per la regia di Emiliano Dalle Piagge.
«Per quanto non ami definire i testi perché mi piace pensare all’idea che ognuno possa interpretare un brano a modo suo» – ci dice il cantante e compositore – «“Siamo meno soli in due” è la storia d’amore tra un clochard, che è costretto a vivere all’aria aperta, e una persona che vorrebbe aiutarlo, ma non sa come fare e l’unico modo che ha è dargli coraggio perché appunto insieme siamo meno soli in due».
Un inno alla vita e a tutto ciò che ha da offrire. Parole in metrica, musicate che si intrecciano e fluiscono fino a toccarti nell’intimità più profonda e far vibrare le corde dell’anima come l’archetto con quelle di un violino.
Una riflessione arguta, la musica dolce e coinvolgente che ti culla e ti investe allo stesso tempo, parole che si fanno pura poesia.
Un lavoro che mette in luce il valore delle piccole cose, dei piccoli gesti, delle piccole attenzioni che, in una società come quella odierna abituata ormai a rimanere in superficie per paura di annegare, assumono un significato ancora più importante e profondo.
In un tempo come quello che stiamo vivendo in cui ci siamo ritrovati per davvero a riscoprire e a rivalutare l’importanza delle cose che si danno sempre per scontate, questa straordinaria musica inedita ci insegna a non smettere di sperare e ad avere fiducia perché ci sono ancora tante «cose da imparare / mille mondi da vedere» seppur «a volte è bello / poter urlare / senza fingere di stare bene». Una rivelazione che ha della meraviglia, un suono che ha il potere di stupire.
Perché, in fondo, sono proprio le piccole cose e i semplici gesti – come può essere il porgere la mano a chi ci è vicino o a chi vorremmo accanto in questo cammino che chiamiamo vita – a salvarci e a renderci felici, a permetterci di scorgere «la punta di un arcobaleno / che si sta formando / ed il cielo che si sta schiudendo».

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