Studiare, lo voglio!

Un nuovo mondo nascente, il diritto di poter studiare per le donne e la Tour Eiffel che prende forma: tutto nelle pagine del nuovo libroIl secolo elettrico”

(∂ + m) ψ = 0
Una formula, poche lettere, qualche segno…ma tante, troppe parole.
Si tratta di una tra le più affascinanti equazioni della fisica, spiega il fenomeno quantistico dell’entaglement e significa che «se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo diventano un unico sistema. In altri termini quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce».
Se per accertare la veridicità di tale assunto avessero chiamato dei testimoni, i migliori sarebbero di certo stati Jean ed Emma. Per loro, in fondo, era stato così già prima di quel 1928 e lo avevano sperimentato sulla loro pelle ancor prima della geniale mente di Paul Dirac. Le scienze non potevano certo mentire, almeno loro.
Emma e Jean, che «non potevano essere così diversi per nascita, educazione, famiglia e studi» insieme funzionavano, le loro azioni, i loro pensieri e le loro anime si incastravano e si impigliavano proprio come le particelle di un sistema quantico.
Sono proprio questi due ragazzi i protagonisti de Il secolo elettrico, il nuovo libro edito da Libri Volanti, casa editrice pisana facente parte, insieme a Felici Editore, del gruppo editoriale Le Impronte.
Scritto da Sergio Rossi – scrittore, editor e storico del fumetto – ed illustrato da Otto Gabos, il libro rappresenta la settima uscita della collana “Rivoluzioni” curata per Libri Volanti da Teresa Porcella.
Pubblicato il 29 ottobre scorso, il libro è stato presentato, proprio lo scorso 20 novembre, in una diretta Facebook nella quale hanno dialogato scrittore, illustratore, curatrice ed editore con il popolo virtuale.

Parigi, 1889.
Un secolo sta per concludersi, un nuovo mondo si sta delineando, la torre simbolo di Parigi che piano piano svetta verso il cielo, formule, libri da leggere e rilegare ed esperimenti che si innestano nell’ordinaria quotidianità di una ragazzina che sogna di diventare una scienziata.
Ma, a volte, il prezzo da pagare per poter varcare quel limes che si erge tra sogno e realtà può rivelarsi alto, ingombrante, pesante.
In una società che negava alle donne il diritto allo studio, soprattutto quello delle scienze perché giudicato incompatibile con il genere femminile, Emma dovrà sfidare ogni tipo di restrizione e preconcetto per farsi strada in un sentiero ancora così imbattuto.
Ad accompagnarla in questo suo viaggio di studio, sacrificio e fantasia un nuovo amico, un compagno di teorie e invenzioni, un amore puro e profondo: Jean.
Ma, si sa, basta un niente, un semplice clic di un interruttore perché tutto svanisca, si spenga proprio come con le lampadine a incandescenza che erano state inventate in quegli anni.
Fiducia tradita, sogni infranti e quella bolla di magia, stupore e meraviglia nella quale si era rifugiata spazzata via da una realtà che troppo irruentemente prorompe.
Ma quando hai un padre che ti incoraggia e ti sostiene dicendoti che «l’importante è che nessuno potrà dirti cosa devi o non devi fare» e una donna che si intrufola nel bistrot di famiglia per venirti a dire che devi continuare a studiare perché si sta entrando «in un nuovo mondo dove non basta avere idee, come le ha Edison, bisogna anche studiare per metterle in pratica», forse non proprio tutto è perduto. Forse quel sogno è ancora in piedi.
È così che Emma fa: studia e si laurea e trova addirittura un’università che le apre le porte.
Dopo quel 1889, infatti, niente sarebbe più stato come prima, non solo nella vita di Emma, non solo a Parigi, ma in tutto il mondo. Tutto di lì in poi sarebbe cambiato, il mondo non sarebbe più stato lo stesso e la nuovissima torre, innalzata al Campo di Marte da quel Gustave Eiffel da cui avrebbe poi preso il nome e inaugurata il 31 marzo proprio di quell’anno, ne era l’emblema più significativo.
Dopo quell’anno tante nuove pagine di storia e cultura erano pronte per essere scritte e sfogliate perché tanti erano gli avvenimenti che meritavano uno spazio al loro interno: Madame Curie e la radioattività, Einstein e la teoria della relatività, la meccanica quantistica, l’elettricità che viaggiava ormai da un continente all’altro, i fratelli Wright e l’aviazione, il cinema dei fratelli Lumière e, più di tutti, le donne che lentamente iniziavano a conquistare i loro diritti.

Un libro educativo, coinvolgente e stimolante.
Pagine impavide proprio come la ragazzina che le anima e brillanti come la luce della lampadina appena inventata di cui narrano.
La voglia di imparare, il desiderio di conoscere, approfondire, sperimentare, migliorarsi perché proprio come consiglia Monsieur Losfeld ad Emma «devi provarti sul difficile, mia cara, solo così migliorerai».
Un libro che ci insegna a credere nella bellezza dei propri sogni e a lottare per godere dei nostri diritti, anche per quello oggi più basilare, eppure ancora poco considerato o non apprezzato, quale il diritto allo studio.
Una storia di riscatto e speranza, uno dei sentimenti che ora più che mai abbiamo bisogno di coltivare. È proprio vero, infatti, che per quanto «il cammino è meno lineare e più pericoloso di quanto avessimo potuto immaginare» niente può essere o diventare «un buon motivo per smettere di sognarlo».
Una lettura che deve raggiungere, sfiorare e svegliare proprio tutti, grandi e piccini.

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