QUI A NEW YORK. LA MUSICA DI MANU LEY ARRIVA OLTREOCEANO

Il suo singolo si intitolerà pure Here and Now (Qui e Adesso) ma quel “qui” non è più tanto vicino, visto che la cantautrice Manu Ley è riuscita con la sua musica ad arrivare fin negli States.

Viareggina di nascita, dopo aver studiato canto pop e lirico, perfeziona la sua voce con maestri d’eccezione come Luca Jurman e Mogol e partecipa ad Area Sanremo nel 2013.

Parallelamente intraprende la carriera internazionale, presenziando a eventi musicali all’estero e iniziando a cantare anche in inglese e spagnolo.

In particolare è a New York che Manu ha trovato il suo centro di gravità. Nella Grande Mela passa parecchio tempo e in quella città magica riesce ad avere l’ispirazione per numerosi brani.

Nel frattempo i grandi nomi della musica italiana si accorgono di lei, partecipa come ospite a diverse premiazioni prestigiose (Premio Lunezia, Premio Tower Rock Band, Premio Obelisco e Premio Lucio Dalla) e apre i concerti pisani di big come Roberto Vecchioni nel 2018 e Edoardo Bennato nel 2019.

Artista dalla voce profonda e dalla presenza scenica accattivante, nel videoclip di Here and Now gioca con la sensualità, passeggiando per le strade di Manhattan in blue jeans aderenti, giubbotto nero di pelle, tacchi e rossetto rosso fuoco.Non è un caso se ha ottenuto moltissime visualizzazioni sia in Italia che negli USA.

La canzone, densa di melodie pop/rock, parla di una storia d’amore giunta ormai al capolinea e si guadagna il passaggio su emittenti radiofoniche e televisive nazionali e internazionali.

«Mi è venuta in mente di getto, durante una passeggiata sul ponte di Brooklyn. Sono scesa sotto e mi sono seduta per terra a scriverla». – Racconta Manu Ley, ricordando quel giorno. – «Il testo narra di una donna molto amata dal suo uomo ma che sente di non ricambiare più questo sentimento». «E a te è mai capitato?» – Le chiediamo con una punta di malizia.

«In ogni testo che scrivo c’è sempre una componente autobiografica ma spesso narro anche di storie immaginate ma verosimili o che mi sono state raccontate, in cui chiunque si può riconoscere», risponde mantenendo un po’ di mistero.

Il singolo è uscito lo scorso anno con l’etichetta Rossodisera Record ed è distribuito sia in Italia che all’estero dalla Warner Music. Fortunato è stato l’incontro casuale con il producer manager Tony Massarutto, negli studi londinesi della Metropolis.

In estate era previsto anche un tour negli Stati Uniti e a Dubai ma la pandemia ha fatto saltare i programmi.

Intanto la giovane artista non è rimasta con le mani in mano ma oltre a godersi il successo di Here and Now, che il giorno di San Valentino uscirà all’interno di una compilation, sta lavorando al suo primo album che sarà disponibile sui principali canali digitali.

Sarà un disco in cui Manu ha voluto far confluire i generi musicali che predilige, oltre al pop e al rock, adora lo swing e il jazz ma anche il blues, il gospel e la disco music. I suoi miti sono Whitney Houston, John Lennon, Aretha Franklin, Madonna, Michael Jackson, Bob Dylan, i Gun’s n Roses ma più di tutti Alex Baroni perché «l’emozione che comunica lui è unica. Ancora oggi riesce a vivere all’interno delle sue canzoni».

4 pensieri riguardo “QUI A NEW YORK. LA MUSICA DI MANU LEY ARRIVA OLTREOCEANO

  • 2 Febbraio 2021 in 8:47
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    Bell’articolo! È davvero interessante leggere temi riguardanti giovani che sono riusciti a realizzare i propri sogni!

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  • 4 Febbraio 2021 in 14:09
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    Canzone molto carina e orecchiabile. Non riesco a togliermela dalla testa!
    Il video ha un’ottima fotografia. Sicuramente lei è un’artista valida e con un bel timbro di voce. Speriamo abbia il successo che merita in un mercato difficile come quello musicale, soprattutto negli ultimi anni.
    Ci vorrebbero più cantanti italiani attivi all’estero e magari che cantessero in italiano, in modo da favorire l’interesse per la nostra lingua.

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  • 7 Febbraio 2021 in 12:30
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    Voglio ringraziare questa autrice che mi fa sempre scoprire nuovi artisti! Non conoscevo questa cantante. È davvero talentuosa.
    Certo che vergogna che in Italia così spesso non ci accorgiamo dei nostri talenti finché non sono stati apprezzati all’estero!!

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    • 7 Febbraio 2021 in 12:45
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      La solita canzone commerciale…
      È orecchiabile e internazionale ma, a differenza delle canzoni di De Andrè, Battisti e Jacques Breil, è destinata ad essere presto dimenticata.
      Capisco che per ragioni di marketing gli artisti siano vincolati a seguire certi standard ma così facendo finiscono per tirare fuori canzoni tutte uguali.

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