UNA CHIACCHIERATA AL VERDI – SILVANO PATACCA SI RACCONTA

858 posti. Una platea. Due gallerie e un loggione. Una stagione che spazia ogni anno dalla prosa,
alla danza fino all’opera e alla concertistica. Il Teatro Verdi di Pisa è il Teatro della città. Quello per
eccellenza. Il salotto buono della cittadinanza che qui riscopre opere classiche, si strugge al suono
delle arie musicali e si allieta grazie all’eleganza delle danze. Con Silvano Patacca, dirigente
artistico (da oltre dieci anni) del teatro ed ottimo padrone di casa, aggiungiamo noi, abbiamo fatto
una lunga chiaccherata in cui ci ha raccontato qualcosa in più sul “suo” teatro e ci ha confidato
quelli che sono stati i momenti più importanti della sua carriera.
Buonasera Silvano, siamo qui con te questa sera per farci raccontare i prossimi eventi teatrali in
programma. Come sta andando questa nuova stagione?
“La stagione sta andando bene. Il primo dato che vorrei sottolineare è quello dell’incremento degli
abbonamenti del 24,5% e questo mi sembra un risultato positivo che dimostra l’apprezzamento
del pubblico nei confronti della nostra programmazione. Aumento che abbiamo avuto anche per la
danza e per la lirica quindi diciamo che tutta la stagione teatrale gode di ottima salute. La stagione
di prosa è poi comiciata con la “Locanderia”, con la compagnia dell’Arca Azzurra con Amanda
Sandrelli come protagonista; c’è poi stato un grandissimo Michele Riondino ne “Il Maestro e
Margherita” che ha fatto registrare oltre il tutto esaurito. Lo spettacolo che ha concluso la
stagione dell’anno passato – quello in scena fino a Dicembre 2019 – era un Victor Victoria con
Veronica Pivetti come protagonista, molto apprezzata dal pubblico, che ha portato in scena uno
spettacolo vivace, ironico, effervescente che ha ripreso un adattamento celebre di Victor Victoria.”
 
Quando si decide il cartellone teatrale ci sono dei criteri che si utilizzano o si fanno delle scelte
particolari per cui si prediligono alcuni spettacoli a dispetto di altri?
“Tenendo conto che il Teatro Verdi è il principale teatro della città e che a Pisa ci sono diversi tipi
di pubblici, bisogna cercare di fare anche una proposta variegata che non si caratterizza solo per
un unico genere di spettacolo ma abbraccia una ventaglio di proposte. Poi Il Teatro di Pisa fa la
stagione in collaborazione con il circuito di Fondazione Toscana Spettacolo per cui la composizione
nasce da un confronto pressochè quotidiano, quindi dal punto di vista dei criteri diciamo che con
la nuova presidenza, quella di Patrizia Tangheroni, che mi ha lasciato la più ampia scelta artistica
sul palinsesto, mi si è dato il suggerimento di dare più leggerezza alla stagione. Leggerezza che
però non vuol dire superficialità, ma un qualcosa che nel momento in cui il pubblico viene a teatro
riflette sì su tematiche importanti ma in maniera piuttosto leggera e rilassata perché a teatro ci si
viene anche per questo. “
Secondo te che rapporto c’è tra la cittadinanza pisana e il Teatro Verdi? Il pubblico risponde
bene ad ogni stagione oppure ci sono state stagioni in cui il pubblico non ha risposto in maniera
positiva?
“Diciamo che negli ultimi anni, essendo io qui da oltre trent’anni, ci sono stati alti e bassi perchè ci
può essere uno spettacolo che viene maggiormente o meno apprezzato, ma non intere stagioni.
Quest’anno l’incremento degli abbonamenti mi dimostra un apprezzamento diffuso, tra l’altro il
teatro è davvero sentito come salotto buono della città per cui la cittadinanza risponde non soltanto quando ci sono spettacoli ma anche quando ci sono eventi particolari.”

Il Teatro Verdi diPisa collabora con altre associazioni teatrali o altre realtà più piccole?
“Si si, certo. Dal punto di vista istituzionale collaboriamo con la Fondanzione Toscana Spettacolo per la
programmazione delle stagione di prosa e di danza. Per quanto riguarda la lirica abbiamo la nostra
partnership con i nostri cugini di Lucca e Livorno e da quest’anno si è costituta anche una rete amatoriale
pisana. “
Per te è difficile avvicinare i giovani al teatro o credi che invece ai giovani il teatro piaccia?
“Il discorso e l’avvicinamento di un pubblico è un lavoro che si deve fare in modo continuativo e noi da anni
con l’attività “Fare teatro” ci rivolgiamo proprio ai giovani.”
Nella tua carriera da direttore artistico ci sono stati dei momenti che ti hanno segnato
particolarmente o c’è stato un incontro che ricordi in modo particolare?
“Se mi guardo indietro ai miei oltre trent’anni di attività di incontri e momenti che mi hanno segnato ce ne
sono stati tanti come ad esempio l’incontro con Marisa Fabbri. Poi dal punto di vista della frequentazione ci
sono stati degli attori di cui non posso dire di avere una conoscenza profonda, ma, per esempio, Alessandro
Preziosi, che è venuto più volte, è sicuramente una persona che per me ha significato molto perchè lo
conoscevo solamente come attore di cinema e di fiction televisiva, mentre ho avuto modo di apprezzarlo
molto di più a teatro dove la sua formazione teatrale emerge notelvolmente. Queste persone però non
puoi dire nel momento in cui le conosci quanto abbiano o meno inciso sulla tua formazione, ma
sicuramente fanno parte di quel bagaglio di arricchimento che mi fanno amare il mio lavoro perchè mi
mettono in contatto con particolari figure. “

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