FUGGIRE LA PESTE: LA BIOGRAFIA ROMANZATA DI BENOZZO GOZZOLI

Simone Maioli, autore del libro, indaga e racconta i tormenti e le paure del celebre pittore durante gli anni della sua permanenza pisana

Simone Maioli, pisano e docente di Lettere è autore del libro “Benozzo Gozzoli, fuggire la peste”. Il libro edito da Felici Editori è la stesura di un percorso umano e artistico che l’artista, protagonista del Rinascimento italiano, compie in un periodo centrale di tutta la sua esistenza. Gozzoli infatti arriva nella città pisana nel 1468 e qui oltre a realizzare il ciclo di affreschi che lo renderà celebre dovrà affrontare anche l’epidemia di peste che colpirà la città proprio in quei terribili anni. Il libro di Maioli è un lungo viaggio tra la vita artistica del pittore e quella personale, umana dell’artista. Una sorta di biografia romanzata in cui è possibile ritrovare numerose analogie con il presente che stiamo vivendo.
Ciao Simone. Di cosa parla “Fuggire la peste”?
“Fuggire la peste è innanzitutto una biografia romanzata che riguarda questo artista del Quattrocento che è appunto Benozzo Gozzoli. Il libro vuole cercare di affrontare il suo percorso artistico e umano all’ interno di uno dei periodi più complessi e articolati della nostra storia. E’ un percorso storico e culturale ma è anche un libro che si presenta illustrato con molte tavole pittoriche”.

Come è stata l’attività di stesura? Hai incontrato qualche difficoltà?
“Sicuramente la difficoltà più grande è stata quella di trovare, cercare un equilibrio il più possibile armonico tra l’aspetto della ricerca, non solo biografica ma anche culturale e storica grazie alla quale mi sono avvalso anche dei suggerimenti del professore Gerardo de Simone, e tutto quello che era l’ambito narrativo. Ho cercato di mantenere una freschezza, una vivacità stilistica perché non è un libro che si rivolge solo a persone erudite o addetti ai lavori quindi mi sono dovuto infilare nelle pieghe della storia cercando di dare rotondità a quei personaggi che sono ruotati intorno all’artista e che poi hanno caratterizzato la sua quotidianità in senso stretto”.
Mentre realizzavi questo libro ci sono stati aspetti che hanno caratterizzato particolarmente la tua sfera emotiva?
“Si. Io sono nato a Legoli, nel comune di Peccioli e nell’entroterra pisano in cui è presente un tabernacolo affrescato realizzato da Benozzo Gozzoli e il nome di questo artista mi ha accompagnato fin dall’infanzia.
Approfondire la vita dell’artista ha voluto quindi dire andare a fondo alle mie di radici, a quelle del mio territorio e grazie a questo lavoro di ricerca ho scoperto e scritto molte curiosità, molti aspetti che non conoscevo e che non conoscevano nemmeno molte persone che poi hanno letto il libro. Molti di questi aspetti riguardano anche il nostro territorio quindi mi auguro che chi vorrà leggerle potrà scoprirle attraverso il percorso di Benozzo Gozzoli”.
Il titolo di questo libro è “Fuggire la peste”. E’ un titolo interessante soprattutto in un momento di
emergenza come quello che stiamo vivendo. Ci sono punti di contatto con la nostra attualità?
“Il titolo richiama una situazione delicata che stiamo vivendo. In questo caso è contestualizzata in un periodo che è il Quattrocento che ha visto il susseguirsi di epidemie di varia natura. Di sicuro l’aspetto scientifico non va preso in considerazione. I punti di contatto però ci possono essere sotto un altro aspetto che è in un certo senso caratterizza tutte le epoche e cioè l’uomo. Come l’uomo affronta attraverso il suo istinto, le sue conoscenze i fattori esterni a se che spesso sono drammatici e più forti di lui. In questo senso possiamo vedere come le persone nel Quattrocento come oggi reagiscono allo stesso modo. Lo stesso Benozzo ha dovuto fronteggiare una situazione di emergenza legata all’epidemia che l’ha portato a fuggire di luogo in luogo per scampare la moria. Le sue azioni rilette oggi, in questo periodo, sono sorprendenti perché hanno colpito anche me”.

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