VIOLENZA DI GENERE DURANTE IL LOCKDOWN

E’ “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Così recita l’art 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne.

Dallo stalking allo stupro, dalla violenza psicologica a quella sessuale, tutto riguarda l’espressione violenza di genere.
Con la norma dell’Onu si cerca di prevenire i reati, punire i colpevoli ma soprattutto proteggere le vittime.
Durante il lockdown a causa del corona virus si è costatato un incremento delle violenza di genere,i casi sono passati da 886 a fine marzo a 1080 a fine maggio, e questi sono solo quelli dichiarati.
Le chiamate al numero verde 1522, centro antiviolenza ha analizzato la situazione, dichiarando che: Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito. Nel 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita.
É stata creata anche una app YouPol, della Polizia di Stato, con cui si da la possibilità di chattare con un operatore senza la necessità di parlare.
Il messaggio che il centro antiviolenza tenta di mandare è quello di avere fiducia, nelle operatrici, nello stato, nelle istituzioni, per combattere la violenza e la solitudine che circonda questa situazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *